libero. ma davvero.
e così, d'altronde
torno a picchiettare frenetico su scassate tastiere che vedono il tempo che le colora di vecchio.
senza ancora un motivo. uno sfogo generico prendendo spunto da piccoli accorgimenti di tempo libero, che di questi periodi si fanno sentire.
sto, come sempre. anche se ammetto che la forza di gravità si fa sentire, a lungo andare. ci si abbassa e si prediligie il lato più facile. inerzia di svogliatezza.
ma d'altra parte, è il clima, si sa.
penso semplicemente che è difficile separare il concetto di scrittura a quello di messaggio significativo da comunicare.
ma in alcuni casi invece si potrebbe iniziare a spensierare su fogli intonsi o saltellare su tasti consumati senza un motivo valido, un obiettivo finale. così faccio io.
già. in questo frenetico mondo, dettato dal puro e continuo affannarsi nella ricerca spasmodica della prossima cosa da poter fare, non risalta più il momento idilliaco in cui ci si vuole fermare.
quindi stop. guardare passare avanti le altre formiche operaie instancabili. osservare da fuori, prendere una pausa (anche se chiamandola così si da più spessore al consueto e irrazionale correre).
emanare sensazioni fresche e frivole, profumate di poter finalmente fare ciò che si è nati per fare, atto supremo della libertà umana: pensare. senza un fine specifico, nessuno detta regole.
così io prendo il mio tempo e sorrido al suo passaggio, perchè mi industrio immergendomi nella società spasmodica odierna, ma consapevole di poter balzare fuori in ogni momento, libero.
libero.
sì, libero.


1 Comments:
Great work.
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