altrove - it's a long long night, it's a long long time, it's a long long road.
torno ad udire il battere frenetico delle dita sulla tastiera.
sento ancora il ritmato ticchettio dei miei pensieri che si materializzano sotto forma di lettere.
assaporo la dolce sensazione di creare qualcosa, più o meno importante che sia.
questo è il gusto principale che mi fa scrivere e narrare della mia lunga e veloce estate.
il viaggio. tema principale dei miei pensieri, si è finalmente concretizzato.
dopo udine: otranto. perugia. barcelona.
tenda, ostello, sporcizia, sudore e tanta libertà.
libertà ad ondate, libertà dritta in faccia, libertà nei polmoni, libertà tra i capelli, libertà di urlare, saltare, danzare, correre.
libertà della libertà.
mi sento rinato. e come ogni nuovo nato voglio andare avanti a vivere. troppa è la curiosità, troppo poca è la voglia del passato. del vecchio. del già visto e già vissuto.
sono incompreso. o incomprensibile. in ogni caso mi ergo da solo sopra la guglia della lontananza.
lontano dai soliti ambienti, lontano dai soliti sguardi.
e quando il lontano si fa vicino, allora si passa altrove.
sempre più in là, sempre più altrove.
farmi capire da chi mi sta intorno è ardua, ma probabilmente nemmeno lo voglio.
devo capirmi solo io. compresa la parte, si passa allo stadio successivo. e così via, fino al limite della comprensione.
e poi oltre, anzi... altrove.


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