un segno, anche per oggi
in una casetta tranquilla del piccolo borgo di Gracia, nei quartieri di Barcelona, si riascolta il lieve suono della tastiera. compagna di mille pensieri, di mille domande e di altrettante risposte.
manco da molto ma non potrei assolutamente decidere se questo è bene o è male. diciamo che è.
il tempo scivola come sabbia tra le nostre dita senza nemmeno lasciare un granello nel palmo della nostra mano. è avido, è egoista, è frenetico. però pure lui è.
ma anche se una cosa non puoi dominarla, puoi senza dubbio sfruttarla.
alla fine - e all'inizio - il primo gioco della vita che ci accompagna da sempre è sfruttare il tempo nella totalità delle sue forme. qualsiasi cosa si faccia, sempre la si deve fare con coscienza e spirito, pensando certi che è la cosa migliore che si possa fare in quel preciso momento.
accantonando i teoremi filosofo-pratici, posso riassumere che ora come ora il tempo si lascia sfruttare alla perfezione, e io d'altra parte non mi tiro certo indietro.
questo è quanto, un segno l'ho lasciato anche oggi.
e ora che il mondo e pure il tempo mi scusino, ma ho una finestra aperta sul mondo davanti e la voglio attraversare. una volta di più.


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