possiamo crearci la nostra vita anche solo sognandola. viverla sarebbe il passo dopo.
gente che va.
gente che viene.
nel frenetico movimento rotativo perpetuo che è questa vita stramba non capisco più quale sia la faccia della moneta sulla quale ho puntato. tutto gira, mescolando e fondendo ogni caratteristica e peculiarità.
uscendo dal sommario mensile, ci si vive la vita osservandola e cercando di catturare ogni momento di essa, in un'emulazione patetica di cane egoista affamato che ti mangia anche la mano se la lasci nella ciotola.
ma solo così si riescono a intravedere tutti i piccoli particolari che fanno bene alla mente, che fanno bene al fisico (un po' meno).
capisco il criptico andazzo delle mie parole, spiego che sta tutto nel girare il mondo. o nel piccolo, l'italia.
basta girare.
incontrare nuova gente.
fondersi con nuovi pensieri.
respirare nuova aria, in pratica - sempre le stesse cose, per dio.
così dalla rimini soleggiata estiva tutto l'anno si passa alla grigia milano immagazzinata industrializzata imballata su esigenze giovanili e si arriva alla urbino mai dormiente piena di musica, colori e vita.
potessi trattenere tutti gli attimi gioviali, li mostrerei alti e fieri, lucenti nei momenti grigi e cupi.
ma sono nascosti e veloci, portati a braccio dal tempo sgusciante.
tenerne almeno un po' si può, ma sono sempre gli scarti di magazzino quando si presentano davanti al muro di tristezza ed inane sempre pronto a sbarrarti la strada.
epilogo? riassumiamo pure in semplice "spensieratezza intervallata".
ma viva la vita, per dio!

