la parte accessibile della mia mente

parto, arrivo, cammino, corro, attendo, rifletto, ondeggio, barcollo, cado, mi rialzo e ricomincio. tutte le mie mosse (o quasi) aperte al pubblico dalle 0.00 alle 24.00 senza giorno di chiusura.

Friday, September 28, 2007

tutti nella società dell'antisociale, io ne resto fuori.

sto male e non lo nego.
forse per la prima volta sono davvero completo autore e fautore del mio malessere. ma la flebile speranza di essere nel giusto (nel MIO giusto) è ancora lì, da qualche parte.
soprattutto, non capisco.
non capisco come possa essere arrivato a questo punto senza nemmeno essermene accorto.
i nodi sono venuti al pettine senza nemmeno lo sbattimento di usarlo.
sono solo, ecco tutto.
la solitudine non mi ha mai creato problemi, in effetti: da soli si pensa meglio. ci si crea un alone protettivo tascabile, quando si è discordi all'andamento massificato esterno la si può comunque pensare come si vuole.
ma a forza di usarlo, l'alone si inspessisce, e ci si ritrova a non poter più comunicare con l'esterno.
in sintesi, tutto ciò che vedono i miei occhi, sono persone che naturalmente si frequentano, si parlano, si divertono (almeno apparentemente) e si conoscono. loro. io no.
io non riesco a concatenarmi in questa sorta di meccanismo globale. ne resto fuori. e ai miei occhi pare di vedere una società antisociale (nei miei confronti).

non ho voglia nemmeno di scrivere, non so effettivamente come proporre la mia situazione interna.

alla fine, niente di così tragico penso.
come sempre, passerà tutto.
come sempre, risolverò anche questa situazione.
come sempre, da solo.

Monday, September 10, 2007

altrove - it's a long long night, it's a long long time, it's a long long road.

torno ad udire il battere frenetico delle dita sulla tastiera.
sento ancora il ritmato ticchettio dei miei pensieri che si materializzano sotto forma di lettere.
assaporo la dolce sensazione di creare qualcosa, più o meno importante che sia.
questo è il gusto principale che mi fa scrivere e narrare della mia lunga e veloce estate.
il viaggio. tema principale dei miei pensieri, si è finalmente concretizzato.
dopo udine: otranto. perugia. barcelona.
tenda, ostello, sporcizia, sudore e tanta libertà.
libertà ad ondate, libertà dritta in faccia, libertà nei polmoni, libertà tra i capelli, libertà di urlare, saltare, danzare, correre.
libertà della libertà.
mi sento rinato. e come ogni nuovo nato voglio andare avanti a vivere. troppa è la curiosità, troppo poca è la voglia del passato. del vecchio. del già visto e già vissuto.
sono incompreso. o incomprensibile. in ogni caso mi ergo da solo sopra la guglia della lontananza.
lontano dai soliti ambienti, lontano dai soliti sguardi.
e quando il lontano si fa vicino, allora si passa altrove.
sempre più in là, sempre più altrove.
farmi capire da chi mi sta intorno è ardua, ma probabilmente nemmeno lo voglio.
devo capirmi solo io. compresa la parte, si passa allo stadio successivo. e così via, fino al limite della comprensione.
e poi oltre, anzi... altrove.